L’abbiamo osservata, ascoltata, respirata, camminata in lungo ed in largo per quasi tre giorni. E ce ne sarebbero di luoghi da indicare, di suggerimenti da regalare, di riferimenti geografici o artistici, di passi imperdibili e racconti da svelare.
Ma siccome di libri e siti e indicazioni su Barcellona è pieno il mondo, vorrei provare a raccontarvi solo una storia, una di quelle che parla di luce ed ha un lieto fine.
C’era una volta la danza, e c’erano una volta mille ballerini.
Fu quando si accorsero che potevano dondolare seguendo il ritmo del cuore anche nell’acqua, che naque la magia.
La musica li vide e pensò che erano talmente sinuosi che li volle accompagnare. La luce li guardò e pensò che erano talmente scintillanti che a loro si volle accostare.
Fu così che il sogno dei ballerini prese forma: loro mille, come briciole d’oceano, danzarono nella trasparenza appassionata delle sere d’estate, su lampi di note. Serpeggianti nuotatori sincronizzati, immersi in un serissimo gioco d’acqua e colore.
E noi, mentre tutto ciò accadeva, eravamo lì. Ed abbiamo sorriso insieme quando la fontana ha persino voluto salutarci suonando la melodia che ci ha visti innamorare.
Grazie, Barcellona.